Gli
scopi di una stima (innumerevoli) di un bene sono soddisfatti
dagli “aspetti del valore” del bene stesso (limitati
nel numero), noti anche come “criteri di stima”.
I “criteri di stima” sono:
- il valore di mercato: rapporto di equivalenza tra la moneta
e un dato bene economico, in funzione delle caratteristiche
della domanda e dell‘offerta (analisi previsionale
della domanda e dell’offerta del bene);
- il valore di costo: somma dei valori di mercato dei fattori
produttivi necessari per la produzione del bene;
- il valore complementare: differenza tra il valore di mercato
dell’intero complesso di beni tra loro complementari
e il valore che rimane al complesso medesimo dopo la separazione
del bene;
- il valore di trasformazione: differenza tra il valore
di mercato attribuibile al bene stesso dopo la trasformazione
ed il costo complessivo delle opere necessarie alla trasformazione
stessa;
- il valore di surrogazione: valore pari al prezzo di mercato
di un altro bene economico che presenti la medesima utilità
del bene oggetto di stima e che gli si possa sostituire.
Tutti gli aspetti economici sono espressi in termini di
moneta.
Non si può utilizzare un criterio di stima per la
determinazione di un valore non corrispondente all’aspetto
economico da riguardare.
Uno stesso bene può assumere valori diversi a seconda
del criterio di stima.
Solo nelle condizioni di regime teorico di concorrenza perfetta
ed in equilibrio economico di lungo periodo i diversi valori
di stima di uno stesso bene tendono a coincidere tra loro. |