LA CONFORMITA' DEGLI IMPIANTI
Tavola sinottica conformità impianti

QUADRO NORMATIVO

Il 27 marzo 2008 è entrato in vigore il Decreto 22 gennaio 2008 n. 37, che, nel dare attuazione all’art. 11 quaterdecies, comma tredicesimo, lett. a) della legge 2 dicembre 2005 n. 248 ha introdotto importanti novità in materia di sicurezza degli impianti.
Il decreto nasce con l’obiettivo di riordinare in un unico provvedimento le vigenti disposizioni in materia di sicurezza degli impianti. Secondo quanto previsto dall’art. 3, comma 1, D.L. 28.12.2006, n. 300 (convertito con modificazioni nella L. 26 febbraio 2007, n. 17), con l’entrata in vigore del decreto in esame sono abrogate:
- la legge 5 marzo 1990, n. 46 (di cui rimangono in vigore solo gli articoli 8, 14, 16);
- il D.P.R. 6 dicembre 1991 n.447;
- gli artt. da 107 a 121 del T.U. in materia di edilizia di cui al D.P.R. 6 giugno 2001 n.380.

FINALITA’

Garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, con particolare riferimento ad eventuali incidenti domestici, in attuazione delle direttive comunitarie in materia.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso (abitativa, commerciale, imprenditoriale, ecc…), collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze (art. 1, comma 1), ed in particolare agli (art. 1, comma 2):

a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
g) impianti di protezione antincendio.


OBBLIGHI IN
CASO DI TRASFERIMENTO (A TITOLO ONEROSO E/O GRATUITO) DELL’IMMOBILE

Giusto il disposto dell’art. 13, il venditore (e chi trasferisce, a qualunque titolo, un immobile) deve:

  1. consegnare all’acquirente la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione relativi agli impianti;

  2. garantire nell’atto di rogito la conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza;

  3. allegare al rogito la dichiarazione di conformità.

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile, la stessa è sostituita – per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008 - da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista all’uopo abilitato, in base a quanto previsto dall’art. 7, comma 6. Nella dichiarazione di rispondenza il tecnico dichiara che l’impianto è conforme alle norme applicabili all’epoca della sua realizzazione o del suo ultimo adeguamento.
L’art. 13 consente espressamente alle parti di regolare diversamente i propri rapporti, e dunque di derogare a detta allegazione.
Dubbia è tuttavia la riferibilità di detta previsione al solo punto 3) (obbligo di allegazione) o anche al punto 2) (obbligo di garanzia).
In base all’interpretazione fornita dal Ministero dello Sviluppo Economico, “la clausola di garanzia è obbligatoria, ma i suoi contenuti sono disciplinati dal codice civile (…), che consente alle parti di pattuire espressamente la limitazione o l’esclusione della garanzia del venditore, a condizione che il venditore non abbia in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa).
Alle parti dovrebbe quindi essere consentito di limitare o escludere la garanzia, qualora il venditore dichiari, e il compratore prenda atto, che l’impianto non è (o potrebbe non essere) conforme alle norme di sicurezza ad esso applicabili.

OBBLIGHI IN CASO DI LOCAZIONE, COMODATO E DI OGNI ALTRO UTILIZZO, A QUALUNQUE TITOLO, DELL’IMMOBILE

Ai Sensi dell’art. 13, al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l'immobile, deve essere consegnata copia della stessa documentazione prevista in caso di trasferimento e quindi:

  1. la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione relativo agli impianti;

  2. la dichiarazione di conformità (sostituibile, per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008, dalla dichiarazione di rispondenza redatta ai sensi dell’art. 7, comma 6).

L’obbligo di allegazione può essere derogato per accordo tra le parti.

INSUSSISTENZA DELL’OBBLIGO DI ADEGUAMENTO
DEGLI IMPIANTI
DISPOSTO DAL D.M. 37/2008

L’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che il D.M. 37/2008 disciplina la realizzazione e/o la modifica in condizioni di piena sicurezza degli impianti negli edifici, senza prevedere alcun obbligo di adeguamento degli impianti preesistenti.
Gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del D.M. (27 marzo 2008) si considerano quindi a norma qualora realizzati o modificati in conformità alle disposizioni applicabili a quell’epoca.
Nello specifico, ai sensi dell’art. 6, comma 3 D.M. 37/2008 gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.


CONSEGUENZE
IN CASO DI VIOLAZIONE



Secondo l’opinione prevalente la mancata allegazione al rogito della dichiarazione di conformità e/o la mancata menzione della garanzia di cui sopra non comporta la nullità dell’atto.
Eventuali violazioni all’art. 13 comportano l’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal successivo art. 15. Detta ultima disposizione ha introdotto sanzioni pecuniarie da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00 individuando quale autorità competente all’irrogazione di dette sanzioni la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.